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La rivolta dei giovani avvocati: no all’iscrizione obbligatoria alla Cassa Forense

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Ogni professionista ha l'obbligo di iscriversi ad un ente di previdenza sociale e di versare i contributi a fini pensionistici. Finora gli avvocati percipienti un reddito inferiore a 10.300€ hanno potuto scegliere se iscriversi alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense o alla gestione separata Inps.
[...] Questa possibilità di scelta tra i due enti previdenziali è venuta meno con il regolamento di attuazione dell'art. 21 commi 8 e 9 della l. n.274/2012, emanato dal Comitato dei Delegati della C.N.P.A.F. nella seduta del 31/1/2014.

Il suddetto testo normativo obbliga l'iscritto all'Albo alla contestuale iscrizione alla Cassa Forense. Un onere economico insostenibile da migliaia di avvocati che tra assicurazioni obbligatorie, software per il processo telematico, banche dati, riviste giuridiche per l'aggiornamento professionale, canoni di locazione per gli studi professionali, tentano di sopravvivere nell'attesa di affermarsi sul mercato. Meta ancora più difficile, visto l'innegabile periodo di crisi cui si somma l'aumento dei costi della giustizia, finalizzato a svuotare le aule dei tribunali (che per gli avvocati si traduce in un numero calante di possibili clienti).

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Wed Feb 12 10:51:47 CET 2014




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http://news.supermoney.eu/lavoro/2014/02/la-rivolta-dei-giovani-avvocati-no-all-iscrizione-obbligatoria-alla-cassa-forense-0063773.html

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