• Procura alle liti rilasciata all’estero - requisiti di validità

AVV. ELISA COSSA

Procura alle liti rilasciata all’estero - requisiti di validità

(Law Cases)


Date: 04/04/2018

Court: Corte di Cassazione, sez. VI Civile

Place: Roma

Number: 8174

Allegato See attachment

Il caso trattato riguarda un cittadino tedesco residente in Germania che ha proposto opposizione ex art. 22 L. n. 689/1981 avverso un verbale di contravvenzione al codice della strada innanzi il Giudice di Pace di Firenze.
Con l’ordinanza n. 8174 del 4.4.2018 la Suprema Corte di Cassazione, sez. VI civ., ha stabilito che la procura può essere rilasciata anche all’estero, ma, in tal caso, devono essere rispettate determinate e specifiche modalità.
In generale:
- in base al disposto della L. 31 maggio 1995, n. 218, art. 12, il processo civile che si svolge in Italia è regolato dalla legge italiana;
- la procura alle liti utilizzata in un giudizio celebrato nel nostro Stato, anche se rilasciata all’estero, è disciplinata dalla legge processuale italiana, la quale, tuttavia, nella parte in cui consente l’utilizzazione di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata, rinvia al diritto sostanziale, sicché in tali evenienze la validità del mandato deve essere riscontrata, quanto alla forma, alla stregua della lex loci;
- a tal fine occorre però che il diritto straniero conosca, quantomeno, i suddetti istituti e li disciplini in maniera non contrastante con le linee fondamentali che lo caratterizzano nell’ordinamento italiano e che consistono, quanto alla scrittura privata autenticata, nella dichiarazione del pubblico ufficiale che il documento è stato firmato in sua presenza e nel preventivo accertamento dell’identità del sottoscrittore (Cass. Sez. Un. 13 febbraio 2008 n. 3410; Cass. 14 novembre 2008 n. 27282);
- l’art. 122 c.p.c., comma 1, prescrivendo l’uso della lingua italiana, si riferisce ai soli atti endoprocessuali e non anche agli atti prodromici al processo, come la procura;
- tuttavia, per questi ultimi vige pur sempre il principio generale della traduzione in lingua italiana a mezzo di esperto (cfr. Cass. Sez. Un. 2 dicembre 2013 n. 26937; Cass. 29 dicembre 2011 n. 30035; Cass. 14 novembre 2008 n. 27282).
Rispetto al caso di specie:
- la procura, rilasciata in Germania è esente, in conformità alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961, ratificata dall’Italia con L. 20 dicembre 1966, n. 1253, nonché alla Convenzione bilaterale tra l’Italia e la Germania conclusa in Roma il 7 giugno 1969, sia dalla legalizzazione da parte dell’autorità consolare italiana, sia dalla c.d. apostille, e cioè dal rilascio, da parte dell’organo designato dallo Stato di formazione dell’atto, di un attestato idoneo a che l’atto venga riconosciuto ed accettato come autentico;
- tuttavia, andava comunque allegata non solo la traduzione della procura speciale, ma anche quella dell’attività certificativa svolta dal notaio, e cioè l’attestazione che la firma era stata apposta in sua presenza, da persona di cui egli aveva accertato l’identità;
- il mancato espletamento di tale adempimento comporta la nullità della procura (v. in termini, Cass. 29 maggio 2015 n. 11165);
- ai sensi dell’art. 182, secondo comma, c.p.c. (nel testo applicabile "ratione temporis", successivo alle modifiche introdotte dalla legge n. 69 del 2009, trattandosi di procura rilasciata in data 21 febbraio 2011), il giudice ogni qualvolta rilevi un difetto di rappresentanza, assistenza o autorizzazione "può" assegnare un termine per la regolarizzazione della costituzione in giudizio, dev’essere interpretato nel senso che il giudice "deve" promuovere la sanatoria, in qualsiasi fase e grado del giudizio e indipendentemente dalle cause del predetto difetto, assegnando un termine alla parte che non vi abbia già provveduto di sua iniziativa, con effetti "ex tunc", senza il limite delle preclusioni derivanti da decadenze processuali;
- non può dubitarsi dell’applicabilità di tale principio anche al vizio inerente alla procura alle liti, come affermato di recente, sia pure con riferimento alle modifiche introdotte dalla l. n. 69 del 2009 all’art. 182 c.p.c., dalle Sezioni Unite di questa Corte (Cass. 22 dicembre 2011 n. 28337).
Avv. Elisa Cossa

Sun May 13 12:26:26 CEST 2018



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