• SPOSTAMENTI CASA-LAVORO.

ANTONINO FIDUCIA

SPOSTAMENTI CASA-LAVORO.

(News & Articles)


Sent. C. Giust. UE n. C-266/14 - D. Lgs 66/03 – Cass. Sez. Unite Civili, sent. 23 giugno – 7 settembre 2015, n. 17685

Sulla dibattuta tematica degli “Spostamenti casa- lavoro”, finalmente assistiamo ad una svolta sul piano di garanzia del lavoratore.

Rispetto a “dormienti” precedenti giurisprudenziali italiani, stavolta è la Corte Europea a far sentire la sua voce, statuendo l’obbligo di retribuire “il tragitto [andata e ritorno] del lavoratore dalla sua abitazione al domicilio del cliente.

La sentenza della Corte UE n. C-266/14, stabilisce che per i lavoratori privi di sede fissa, o, di luogo di lavoro abituale, (es. corrieri, promotori d’affari ecc. ) il tragitto andata e ritorno, dalla propria abitazione al domicilio del cliente indicato dal proprio datore di lavoro, vada remunerato come normale orario di lavoro, perché il lavoratore resta per tutto questo tempo a “Disposizione del datore di lavoro”.

Tale sentenza riprende quanto previsto dallo Stato Italiano sull’orario di lavoro col D. Lgs 66/03, ampliando la garanzia per il lavoratore che, da questo momento, si vedrà riconosciuto il diritto ad essere pagato anche nella fase “in itinere” . Ovviamente, tale sentenza della Corte Europea NON riguarda i casi in cui il lavoratore può anche svolgere interessi propri in quelle fasce orarie, e comunque secondo il rapporto di lavoro.

E’ importante, analizzare brevemente, anche l’aspetto riguardante i possibili infortuni che possono riguardare il lavoratore nella predetta fase “in itinere”.

Sul punto sono state molte le pronunce della Cassazione, ma sempre in ossequio a quanto previsto dai dettami dei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro e dall’INAIL.

Tuttavia, una recentissima sentenza delle Sezioni Unite Civili, del 23 giugno – 7 settembre 2015, n. 17685 tratta il tema degli incidenti occorsi al lavoratore lungo il tragitto casa-lavoro.

Tale sentenza stabilisce che sia dovuto un risarcimento se c’è un nesso causale col lavoro svolto e sia stata percorsa la “strada più breve e diretta”.

Di certo, è stato compiuto un grande passo di “garanzia” dalla Corte Europea, ma sul punto manca ancora una pronuncia specifica della Cassazione italiana, che son sicuro non tarderà ad arrivare.

Tue Nov 03 17:21:50 CET 2015




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