• Raccapricciante l'eutanasia dei bambini gravemente malati

GUGLIELMO DELLA CORTE

Raccapricciante l'eutanasia dei bambini gravemente malati

(News & Articles)


Condivido l’iniziativa di CitizenGO in tutta Europa per chiedere al senato Belga di non votare un disegno di legge che prevedeva l’ introduzione dell’eutanasia per i bambini gravemente malati al fine di alleviarne atroci sofferenze.
Purtroppo (per me) le migliaia di firme raccolte non sono state sufficienti e la proposta di legge è stato approvata a larga maggioranza sia dalla Commissione che dall’aula.
Ora, il re Filippo del Belgio ha la facoltà di non firmare e quindi di bloccare questa legge semplicemente agghiacciante.
Ci sono molti modi per alleviare il dolore, ad esempio, le cure palliative) e non c’è nessun bisogno dell’eutanasia attiva, cioè, in poche parole, di uccidere un bambino, per non farlo soffrire.
Tra l’altro, la scelta sull’eventuale eutanasia spetta al paziente, che così avrebbe la possibilità di decidere di se stesso. Ma come può un bambino, oltretutto malato e sofferente, decidere liberamente (sempre ammesso che ciò sia possibile) di morire? Evidentemente, a conti fatti, a decidere sulla vita del bambino sarà sempre qualcun altro, si tratti dei genitori, degli psicologi o dello Stato.
Tutto ciò mostra come questo provvedimento, promosso come misericordioso e liberale, sia in realtà l’espressione più orribile di una mentalità semplicemente nazista, che punta a lasciare in vita solo gli individuo "di serie A" e che accompagna verso la morte tutte quelle esistenze ritenute indegne di essere vissute o che rappresentano un costo economico e sociale che la collettività non ha più voglia di sostenere.
In Belgio tutto ciò avviene già nei confronti dei detenuti in carcere e dei malati psichici gravi: i primi vengono lasciati liberi di suicidarsi per depressione, facendo finta di non vedere che essa è ovviamente causata dalla loro prigionia, mentre i secondi sono quasi spinti all’eutanasia, con il raggelante proposito di trasformarli in donatori di organi per individui ritenuti più degni di vivere, come se esistessero persone più utili da morte che da vive.
Questa concezione nichilista e oscena della vita e della dignità umana rappresenta proprio quella cultura dello scarto più volte denunciata da Papa Francesco, quella mentalità secondo cui si tende ad escludere dalla società chi non rientra in determinati parametri fisici, economici o di efficienza: i poveri, i bambini non nati, gli emarginati sociali, gli anziani e (come in questo caso) i malati gravi.
Uccidere chi sta soffrendo (a maggior ragione se bambino) vuol dire scegliere la via più facile e crudele, dimenticando il dovere alla solidarietà e alla vicinanza verso i malati e la pari dignità di ogni singola vita umana.

Fri Jan 10 16:00:09 CET 2014



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