• Quando il diritto di cronaca prevale sul diritto all'oblio – il “pentalogo” dell...

AVV. ELISA COSSA

Quando il diritto di cronaca prevale sul diritto all'oblio – il “pentalogo” della Suprema Corte

(News & Articles)


Allegato See attachment

La Corte di Cassazione, I sez. civ., con l'ordinanza n. 6919/2018 torna ad occuparsi del c.d. «diritto all'oblio».
La Suprema Corte, con tale ordinanza, rammenta che l'esistenza del c.d. «diritto all'oblio» è stata affermata sia nelle giurisprudenza europea che in quella nazionale.

In dette pronunce è emersa l'esigenza di un contemperamento tra due diversi diritti fondamentali: il diritto di cronaca, posto al servizio dell'interesse pubblico all'informazione, ed il diritto alla persona a che certe vicende della propria vita, che non presentino più i caratteri dell'attualità, ovverosia che non siano più suscettibili di soddisfare un interesse apprezzabile della collettività a conoscerle, non trovino più diffusione da parte dei media (a cui si ricollega, in quanto strumentale, poiché finalizzato ad assicurarne il soddisfacimento, il diritto ad ottenere la rimozione - da elenchi, o archivi, o registri - del proprio nominativo, in relazione a fatti e vicende che non presentino più il suddetto carattere dell'attualità).

La Suprema Corte dopo aver richiamato il relativo quadro normativo e giurisprudenziale, sancisce che il diritto fondamentale all'oblio può subire una compressione, a favore dell'ugualmente fondamentale diritto di cronaca, SOLO in presenza di specifici e determinati presupposti, ovvero:

1) il contributo arrecato dalla diffusione dell'immagine o della notizia ad un dibattito di interesse pubblico;

2) l'interesse effettivo ed attuale alla diffusione dell'immagine o della notizia (per ragioni di giustizia, di polizia o di tutela dei diritti e delle libertà altrui, ovvero per scopi scientifici, didattici o culturali), da reputarsi mancante in caso di prevalenza di un interesse divulgativo o, peggio, meramente economico o commerciale del soggetto che diffonde la notizia o l'immagine;

3) l'elevato grado di notorietà del soggetto rappresentato, per la peculiare posizione rivestita nella vita pubblica e, segnatamente, nella realtà economica o politica del Paese;

4) le modalità impiegate per ottenere e nel dare l'informazione, che deve essere veritiera (poiché attinta da fonti affidabili, e con un diligente lavoro di ricerca), diffusa con modalità non eccedenti lo scopo informativo, nell'interesse del pubblico, e scevra da insinuazioni o considerazioni personali, si' da evidenziare un esclusivo interesse oggettivo alla nuova diffusione;

5) la preventiva informazione circa la pubblicazione o trasmissione della notizia o dell'immagine a distanza di tempo, in modo da consentire all'interessato il diritto di replica prima della sua divulgazione al grande pubblico.

Per la Suprema Corte, quindi, in assenza di tali presupposti, la pubblicazione di una informazione concernente una persona determinata, a distanza di tempo da fatti ed avvenimenti che la riguardano, non può che integrare la violazione del fondamentale diritto all'oblio, come configurato dalle disposizioni normative e dai principi giurisprudenziali richiamati.

Avv. Elisa Cossa

Mon May 28 11:54:06 CEST 2018



Views 306

Forward

Forward

Share

Go To Full Profile Follow

Comments

Nothing to display

Add your comment


  • Log in or Register
  • Log in
  • Sign Up
  • Search