• Momento consumativo del reato di appropriazione indebita

LUDOVICO GAMBERINI

Momento consumativo del reato di appropriazione indebita

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La Suprema Corte di Cassazione, II sezione penale, con sentenza depositata in data 29 aprile 2014 n. 17901/14 ha precisato che Il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa e, cioè nel momento in cui l’agente compia un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria.

Con la presente pronuncia la Corte ha risolto il quesito consistente nello stabilire se, ai fini della consumazione del delitto in esame, possa attribuirsi rilevanza alla conoscenza che la parte offesa abbia dell’interversione del possesso effettuato dall'agente.

Sul punto la Cassazione aveva due orientamenti: l'orientamento più risalente e minoritario reputa che l’evento del reato si realizzi nel luogo e nel tempo in cui la manifestazione della volontà dell’agente di fare proprio il bene posseduto giunge a conoscenza della persona offesa, e non nel tempo e nel luogo in cui si compie l’azione (in questo senso v. Cass. pen. Sez. II, 01-12-2004, n. 48438 in Riv. Pen. 2006, 1, 91 secondo cui «in tema di appropriazione indebita l’evento del reato si realizza nel luogo e nel tempo in cui la manifestazione della volontà dell’agente di fare proprio il bene posseduto giunge a conoscenza della persona offesa, e non nel tempo e nel luogo in cui si compie l’azione»).

Secondo l'orientamento – decisamente prevalente in dottrina ed in giurisprudenza il reato di appropriazione indebita sarebbe invece un reato a consumazione immediata che si verifica nel momento (e nel luogo) in cui l’agente tiene consapevolmente un comportamento oggettivamente eccedente la sfera delle facoltà ricomprese nel titolo del suo possesso ed incompatibile con il diritto del proprietario. Tra le pronunce di legittimità in tal senso si rinvia a Cass. Pen. Sez. II, 08-02-2013, n. 22127 secondo cui «il delitto di appropriazione indebita si consuma dal momento in cui il possessore ha compiuto un atto di dominio sulla “res”, così manifestando l’intenzione di tenerla come propria» nonché Cass. Pen. Sez. II, 17-05-2013, n. 29451 secondo cui «il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa e, cioè nel momento in cui l’agente compia un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria».

I giudici della seconda sezione hanno aderito a quest’ultima tesi traendone la conseguenza che, ai fini dell’individuazione del momento consumativo, risulterà del tutto irrilevante la conoscenza che ne abbia la parte offesa. Tale elemento, semmai, verrà in rilievo ai fini del diverso problema della decorrenza del termine per proporre la querela ai sensi dell’art. 124 c.p. che richiama espressamente il «giorno della notizia del fatto che costituisce il reato».

Sun May 04 16:29:36 CEST 2014



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