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LUDOVICO GAMBERINI

La Terza Sezione civile della Cassazione rivoluziona il danno risarcibile in caso di morte anche immediata di una persona: Danno alla perdita della vita in sè

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La Suprema Corte di Cassazione, sezione terza, con la sentenza 23 gennaio 2014 n. 1361 per la prima volta in sede di legittimità, ponendosi in consapevole contrasto con tutta la giurisprudenza di legittimità che ha avuto modo di pronunciarsi sino a ora sull'argomento (anche a sezioni Unite) e con la quasi altrettanto unanimità della giurisprudenza di merito, afferma il principio per cui: «la perdita del bene della vita, oggetto di un diritto assoluto ed inviolabile, è ex se risarcibile, nella sua oggettività, a prescindere pertanto della consapevolezza che il danneggiato/vittima ne abbia.
Secondo il Supremo collegio, infatti, costituisce danno non patrimoniale risarcibile anche: «il danno da perdita della vita, quale bene supremo dell'individuo, oggetto di un diritto assoluto e inviolabile garantito in via primaria da parte dell'Ordinamento, anche sul piano della tutela civilistica».
Questo: «danno da perdita della vita è altro e diverso, in ragione del diverso bene tutelato, dal danno alla salute, e si differenzia pertanto dal danno biologico terminale e dal danno morale terminale (o catastrofale o catastrofico) della vittima, rilevando ex se nella sua oggettività di perdita del principale bene dell'uomo costituito dalla vita».
Tale voce risarcitoria andrebbe riconosciuta: «a prescindere dalla consapevolezza che il danneggiato ne abbia», e quindi anche in caso di morte cosiddetta "immediata o istantanea," senza che assumano pertanto al riguardo rilievo né il presupposto della persistenza in vita per un apprezzabile lasso di tempo successivo al danno evento da cui la morte è derivata, né il criterio dell'intensità della sofferenza subita dalla vittima per la cosciente e lucida percezione dell'ineluttabile sopraggiungere della propria fine.
Circa le modalità di liquidazione di tale nuova voce di danno, la Suprema corte ha candidamente affermato che: «il danno da perdita della vita è imprescindibilmente rimesso alla valutazione equitativa del giudice»,

Sun Jan 26 08:01:28 CET 2014



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