• La Mora e l'Usura: criteri di verifica

MAURIZIO TIDONA

La Mora e l'Usura: criteri di verifica

(News & Articles)


Di Roberto Marcelli, Presidente AssoCtu

13 giugno 2014


Sommario:

1. Introduzione: gli interessi di mora e la soglia d’usura. pag.1; 2. La somma del tasso corrispettivo e di mora: un’emerita sciocchezza. pag. 3; 3. La mora e l’applicazione dell’art. 1815 c.c. pag. 6; 4. La mora: una modifica del piano di ammortamento. pag. 9; 5. La mora e il rendimento effettivo del credito. pag. 12; 6. Sintesi e conclusioni. pag. 19.


1. Introduzione: gli interessi di mora e la soglia d’usura.

Si è a lungo dibattuto sull’applicazione dei limiti d’usura agli interessi moratori: la loro funzione sanzionatoria e risarcitoria, che li distingue dagli interessi corrispettivi aventi prettamente una funzione remunerativa, indurrebbe ad una esclusione degli stessi dal rispetto delle soglie. Tanto più che altri rimedi (artt. 1344 e 1384 c.c.) presidiano un equilibrato bilanciamento degli impegni assunti dal mutuatario.

Non si può tuttavia trascurare la funzione anche remunerativa che accosta gli interessi di mora agli interessi corrispettivi[1]. Inoltre, ancorché ai primi – tramite una maggiorazione sul tasso corrispettivo spesso distintamente esplicitata in contratto – venga dall’ordinamento assegnata una funzione sanzionatoria all’inadempimento del debitore, ciò non di meno, come stabilisce la Cassazione n. 5286/00, il ritardo colpevole non può giustificare un’obbligazione eccessivamente onerosa e contraria al principio generale posto dalla legge.

La mora non rientra nell’ambito fisiologico dell’operazione di finanziamento, avendo un carattere eventuale e straordinario. Ma la legge 108/96 è volta ad assicurare una copertura completa dall’usura, estesa in ogni direzione, dai costi immediati a quelli procrastinati, da quelli ricorrenti a quelli occasionali.

E’ ormai da tempo assodato che anche gli interessi di mora, ancorché non concorrano a determinare il TEGM, sono soggetti al rispetto delle soglie d’usura[2].

Il principio è stato più recentemente ribadito dalla Cassazione Sez. I, n. 350/13 che – nel ritenere fondata, nella circostanza di un mutuo, la censura del calcolo del tasso pattuito in raffronto al tasso soglia senza tener conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora – ha precisato che, “ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p. e dell’art. 1815 c.c. comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalle legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori.”.


2. La somma del tasso corrispettivo e di mora: un’emerita sciocchezza.

Recentemente numerose azioni legali sono state fondate sull’accertamento del debordo delle soglie d’usura riveniente dalla somma del tasso corrispettivo e del tasso di mora.

Se si somma il tasso corrispettivo al tasso di mora si incorre in un banale errore, computando due volte il tasso corrispettivo:
(...)

Sat Jun 14 08:25:18 CEST 2014




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http://www.tidona.com/pubblicazioni/20140613-marcelli.htm

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