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LUCA INSALACO

Insalaco: “Soffiare sul fuoco dello scontro sociale rischia di esporre gli stranieri a episodi di intolleranza”

(News & Articles)


Roma - “Mai come nell'attuale momento storico il fattore migratorio è terreno di conflitto e luogo di un'esasperata polarizzazione tra i favorevoli e i contrari, come se bastasse alzare un muro in mezzo al mare per fermare la disperazione di chi cerca di mettere in salvo la propria vita”. E’ quanto ha detto questa mattina l’avv. Luca Insalaco parlando sul tema “Cittadinanza e integrazione: politiche migratorie in Italia” durante i lavori del corso “Lineamenti di pastorale migratoria” in corso a Roma su iniziativa della Fondazione Migrantes. Per Insalaco è “pericoloso alimentare l'attuale clima d'odio contro i migranti, assunti a capro espiatorio di tutti i mali della nostra società. Soffiare sul fuoco dello scontro sociale rischia di esporre gli stranieri a episodi di intolleranza e di violenza, come testimoniano le cronache di questi giorni. È evidente - ha aggiunto - che non sarà la chiusura dei porti o la creazione di centri di detenzione in Libia, a scapito della tutela dei diritti umani, a fermare l'esodo di popoli in fuga da guerre, persecuzioni, disastri ambientali e povertà estrema. Se non si agisce sulle cause delle migrazioni l'Europa dovrà fare i conti ancora per molti decenni con moltitudini di genti che bussano alla sua porta in cerca di una vita migliore”.
Migranti ha poi detto, “lo siamo stati anche noi e per motivi economici”. Gli scandali legati alla "mala accoglienza" sono “sotto gli occhi di tutti e sono legati a una gestione emergenziale di ciò che è ormai diventato strutturale e non può essere più definito un fenomeno. Episodi di corruzione avvengono in tutti i settori pubblici, dalla gestione dei rifiuti all'acqua, eppure nessuno propone di eliminare l'acqua. Evidentemente è più facile dire che la soluzione al problema risiede l'eliminazione delle persone piuttosto che vigilare sull'impiego dei soldi pubblici e sull'accreditamento delle strutture deputate all'accoglienza”. Se veramente si vuole favorire l'integrazione dei migranti che da anni risiedono nel nostro Paese, se si vuole combattere lo sfruttamento lavorativo di migliaia di stranieri, occorre, per il professionista, “riconoscere un permesso di soggiorno a chi risiede in Italia da molti anni riuscendo a integrarsi dal punto di vista socio economico e a trovare un lavoro. Lo stesso vale per i richiedenti asilo che hanno trovato un lavoro e che rischiano di finire nelle sacche dello sfruttamento e dell'irregolarità in caso di diniego della richiesta di protezione internazionale. I dati ci dicono che gli stranieri residenti ogni anno versano 8 miliardi di contributi e ne ricevono 3 in prestazioni. Avviare un processo di regolarizzazione di chi da anni lavora onestamente in Italia non è questione di destra o di sinistra ma una scelta di buon senso”.

Wed Jun 27 17:46:40 CEST 2018




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