• IL FURTO DEL BANCOMAT E DELLE CARTE DI CREDITO - Avv. Fabio Benatti

FABIO BENATTI

IL FURTO DEL BANCOMAT E DELLE CARTE DI CREDITO - Avv. Fabio Benatti

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IL FURTO DEL BANCOMAT E DELLE CARTE DI CREDITO

In una pluralità di casi, le banche, nell’ipotesi di furto delle carte di credito e bancomat, imputano al cliente una grave negligenza nella custodia della carta e del Pin e si rifiutano di rimborsare le somme sottratte e disconosciute dal correntista.

La normativa in vigore sul punto, il Decreto legislativo n.11/2010, che ha recepito la Direttiva 2007/64/CE, prevede che il cliente sopporti tutte le perdite derivanti dalle operazioni non autorizzate nei soli casi in cui il risparmiatore abbia agito con dolo o colpa grave ovvero non abbia adottato le misure idonee a garantire la sicurezza dei dispositivi personalizzati che consentono l’utilizzo dello strumento di pagamento.

Può accadere effettivamente che il cliente tenga una condotta gravemente colposa, come ad esempio nel caso in cui il codice Pin venga custodito insieme alla carta di credito, e che tale circostanza venga provata dalla stessa banca. Ciò però non basta ad esonerare l’istituto di credito da qualsiasi obbligo.

Sul punto, infatti l’Arbitro Bancario Finanziario Collegio di Milano con due recenti provvedimenti n.2817 del 13.04.2015 e n.3355 del 29.04.2015, pur ravvisando la colpa grave nel comportamento tenuto dai clienti, ha individuato un concorso di colpa della banca nella misura del 50%, dovendosi riconoscere nelle operazioni disconosciute dei chiari indici di anomalia che avrebbero dovuto indurre l’intermediario a prendere provvedimenti idonei ad impedirle. A fronte di ciò, l’ABF ha pertanto condannato l’istituto di credito a rimborsare la metà delle somme prelevate.

Nella prestazione del servizio, afferma l’Arbitro Bancario Finanziario, va sempre valutata la diligenza dell’intermediario ( c.d. diligenza dell’accorto banchiere), dato che l’abbondante numero di operazioni disconosciute evidenziava un’operatività anomala per frequenza e tipologia.

Non avendo, dunque, l’istituto di credito predisposto o comunque attivato sistemi di blocco o comunque strumenti per evidenziare comportamenti non in linea con l’operatività corrente dei clienti ( es. sms o email alert), l’Arbitro Bancario Finanziario ha ravvisato una concorrente responsabilità della banca in merito.

Avv. Fabio Benatti
Studio Legale Avv. Fabio Benatti di Modena

Tue Jan 24 06:59:11 CET 2017



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