• Espulsioni ok se tradotte

LUCA INSALACO

Espulsioni ok se tradotte

(News & Articles)


È nullo il decreto di espulsione non tradotto nella lingua dello straniero, specie se questa è largamente diffusa in Italia. Il principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con una decisione (Ordinanza n.1426/2015), destinata a costituire una spina nel fianco della Pubblica Amministrazione.

Non di rado la P.A. si limita a tradurre i provvedimenti di espulsione in una lingua veicolare (spesso in inglese), a causa dell’asserita difficoltà di reperire, in tempi rapidi, un interprete nella lingua madre del soggetto interessato. L’omessa traduzione in una lingua conosciuta dal destinatario del decreto, tuttavia, non è sempre è giustificabile.
Qualora, infatti, lo straniero appartenga a una nazionalità largamente presente in Italia e da molti anni, la prefettura non ha motivo per omettere la traduzione del provvedimento in una lingua da questo conosciuta, come prescritto dall’art. 13, comma 7, D. Lgs. n.286/1998 (T.U. immigrazione).

La forte presenza di una comunità straniera nel nostro Paese, insomma, fa venire meno il requisito della “rarità” della lingua, condizione che giustificherebbe il ricorso ad una lingua veicolare (inglese, francese o spagnolo). È il caso, ad esempio, della comunità filippina, una delle nazionalità maggiormente presenti in Italia, alla quale apparteneva anche la protagonista della vicenda sulla quale si è pronunciata la Corte di Cassazione.

La straniera si era vista notificare un provvedimento di espulsione amministrativa, redatto in lingua italiana e accompagnato da una traduzione in lingua inglese. La ricorrente, quindi, ha impugnato l’omessa traduzione nella sua lingua madre, non giustificata né dalla sua adesione, mai avvenuta, a una traduzione in lingua inglese del decreto di espulsione, né dall'impossibilità di fare ricorso a un interprete, in grado di tradurre in filippino il provvedimento.

Sulla scorta della giurisprudenza formatasi sul punto, i giudici di legittimità hanno dato ragione alla cittadina straniera, annullando il decreto di espulsione e condannando il Ministero dell’Interno a pagare le spese di giudizio.

Luca Insalaco, ItaliaOggi del 25/05/2015

Sat May 30 11:10:49 CEST 2015




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