• Diritto di panorama e servitù altius non tollendi

GABRIELE CEROFOLINI

Diritto di panorama e servitù altius non tollendi

(News & Articles)


Un paesaggio è uno stato d'animo (H.F. Amiel).

In senso decisamente più giuridico, ma meno romantico, la possibilità di godere del paesaggio da un punto panoramico è qualificata come una situazione fattuale, accessoria al fondo o al fabbricato, derivante dalla bellezza dell’ambiente circostante e della sua visione prospettica.

Elevata a situazione giuridica soggettiva per creazione pretoria, viene tutelata attraverso le disposizioni che regolano distanze, luci e vedute, oltre la proprietà in generale.

Se è scontato che un immobile prospiciente il Duomo di Firenze o le colline del Chianti denoti pregio e notevole appetibilità economica, lo stesso può dirsi del pregiudizio che l’interposizione di una costruzione o un manufatto possano arrecare al contesto circostante.

In questi ultimi casi, esiste la possibilità di tutelarsi ? Le risposte fornite dalla giurisprudenza mutano a seconda delle circostanze concrete di seguito elencate.

-L’opera che deturpa la visuale è stata realizzata abusivamente o in violazione delle disposizioni urbanistiche vigenti : sarà possibile agire per il risarcimento del danno extracontrattuale cagionato dal vicino, oltre che per la rimessione in pristino ex art.872 co.2 cc.

-L’opera è stata realizzata rispettando la disciplina edilizia o il permesso costruire: il discorso è più complesso. Fatta salva la possibilità di adire il giudice amministrativo ricorrendone termini e presupposti, l’orientamento dominante sottolinea come qui manchi l’ingiustizia del danno, avendo il vicino costruito esercitando un suo diritto.

Tuttavia, è possibile che il panorama sia l’ameno connotato di una servitù prediale, e come tale tutelabile ex art.1079 cc. Più precisamente, si tratterebbe di una servitù negativa cd. “altius non tollendi”, che inibisce la facoltà di elevare o sopraelevare al proprietario del fondo servente. In ciò si distingue da quella di veduta, che permette di guardare e affacciarsi sul vicinato. Traducendosi in un determinato divieto gravante sul fondo altrui, non necessita di opere visibili o permanenti per la sua sussistenza, ma al tempo stesso non è acquisibile per usucapione o destinazione del padre di famiglia. Sarà pertanto indispensabile un atto scritto che dimostri la sua esistenza, salva una “probatio diabolica” dei requisiti dell’apparenza.

-L’opera è stata realizzata per espropriazione o asservimento di pubblica utilità: ricorso alla giustizia amministrativa a parte, in quest’ultimo caso l’indennità corrisposta all’espropriato dovrà tener conto del deprezzamento dell’immobile secondo il più probabile valore di mercato.

Tue Jul 21 11:25:47 CEST 2015



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