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ELISA COSSA

Assegni privi di clausola di non trasferibilità con importo superiore a 1.000 euro – sanatoria

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Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 231/2007 viene sanzionato l’uso di assegni oltre una certa soglia privi della clausola di non trasferibilità.
L’attuale soglia è pari ad 1.000 euro ed è stata introdotta a dicembre 2001 con il dl 201/2011.
Dal 2008, poi, le banche non stampano più carnet di assegni senza la clausola di trasferibilità (anche se è possibile richiedere, per iscritto, alla banca o a Poste Italiane, il rilascio di moduli di assegni privi della clausola di non trasferibilità; per ogni modulo è dovuta un’imposta di bollo di 1,50 euro).
Poiché le disposizioni sono risultate scarsamente dissuasive, con il d.lgs. 90/2017 le sanzioni sono state inasprite; dal 4 luglio 2017, per il trasferimento di assegni privi della clausola di non trasferibilità (e dell’indicazione del beneficiario) è prevista la sanzione da 3.000 a 50.000 euro (mentre la precedente normativa prevedeva una sanzione in misura percentuale rispetto all’importo degli assegni irregolari emessi, dall’1 al 40 per cento).
Per gli importi non eccedenti i 250.000,00 è possibile aderire all’istituto dell’oblazione - per concludere anticipatamente il procedimento senza arrivare alla sanzione - che prevede il pagamento della somma di 6.000,00 euro, indipendentemente dall’importo dell’assegno contestato.
In linea con le osservazioni contenute in un parere parlamentare e tenuto conto che, in alcuni casi, le sanzioni colpiscono cittadini in buona fede, Il Ministero dell’Economia e della Finanze ha condotto un’indagini per esaminare il fenomeno ed è emerso che, per le violazioni poste in essere dal 4 luglio 2017 al 7 marzo 2018, non è stata ancora irrogata alcuna sanzione ai sensi della nuova normativa; inoltre, a fronte di 1.692 assegni contestati, in soli 107 casi è stato scelto il pagamento dell’oblazione.
Il Ministero dell’Economia e della Finanze ha così individuato una soluzione, già recepita nel d.lgs sull’utilizzo ai fini fiscali dei dati antiriciclaggio (in dirittura di arrivo al consiglio dei ministri), con riguardo alle onerose sanzioni comminate a chi ha messo in circolazione assegni privi della clausola di intrasferibilità per importi superiori a mille euro.
Tale soluzione prevede una sanzione minima pari al 10% se l’importo non è superiore ai 30 mila euro e la previsione di una applicazione della legge più favorevole all’utilizzatore dell’assegno. Viene, infatti, modificato l’art. 69 nel senso che «Per le violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 si applica la legge vigente all’epoca della commessa violazione, se più favorevole, ivi compresa l’applicabilità dell’istituto del pagamento in misura ridotta». Inoltre, viene specificato che le nuove sanzioni si applicano, se più favorevoli, alle violazioni commesse nel periodo intercorrente tra il 4 luglio 2017 e la data di entrata in vigore della regole, anche nel caso in cui sia stato già effettuato il pagamento in misura ridotta.
Avv. Elisa Cossa

(si veda anche il successivo articolo del 17.05.2018 - Assegni privi di clausola di non trasferibilità con importo superiore a 1.000 euro - salta la sanatoria)

Sun May 13 11:40:47 CEST 2018



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